L’orgasmo è una parte importante della sessualità maschile, ma non sempre riceve la stessa attenzione di altri disturbi come la disfunzione erettile. La difficoltà a raggiungere l’orgasmo può avere un impatto diretto sull’autostima, sulla relazione con il partner e sul benessere complessivo. Parlarne apertamente, senza imbarazzo, è il primo passo per capire meglio il problema e valutare come affrontarlo. Secondo alcune ricerche, molti uomini, a un certo punto della vita, sperimentano forme di orgasmo ritardato o attenuato, anche se spesso tendono a sottovalutarne la frequenza e le possibili cause.
Cosa significa “difficoltà a raggiungere l’orgasmo”
Non è raro confondere l’orgasmo con l’eiaculazione, ma in realtà si tratta di due fenomeni distinti. L’orgasmo è una risposta neuro-muscolare e psicologica complessa, che può verificarsi con o senza eiaculazione. In ambito medico, quando questa fase viene a mancare o si presenta in maniera incompleta, si parla di “anorgasmia maschile” o di difficoltà orgasmo maschile. Può manifestarsi come un prolungamento eccessivo del tempo necessario per raggiungere l’apice, un orgasmo percepito in modo meno intenso o l’assenza completa della sensazione, talvolta in combinazione con eiaculazione precoce o ritardata.

Possibili fattori secondo la ricerca
Le cause della difficoltà a raggiungere l’orgasmo maschile possono essere molteplici e spesso interconnesse. Studi internazionali indicano che i disturbi dell’orgasmo interessano dal 5% al 15% degli uomini, con una prevalenza che tende ad aumentare con l’età. Una ricerca pubblicata dall’International Society for Sexual Medicine ha inoltre rilevato che l’anorgasmia maschile può essere associata sia a fattori fisiologici sia a condizioni psicologiche e ambientali, suggerendo l’importanza di un approccio di analisi ampio e non riduttivo.
Cambiamenti fisiologici
Il sistema ormonale e la funzione nervosa possono subire modifiche significative con il passare degli anni. Un calo del testosterone o alterazioni di altri ormoni sessuali può influire sulla sensibilità e sull’intensità dell’orgasmo contribuendo in alcuni casi a difficoltà a raggiungere orgasmo. Anche variazioni nella circolazione sanguigna, spesso legate a fattori cardiovascolari o metabolici, possono incidere sulla risposta sessuale e, in alcuni casi, essere correlate a condizioni come prostata ingrossata o infiammazione prostatica.
Aspetti psicologici e relazionali
Lo stato emotivo gioca un ruolo cruciale. Stress cronico, ansia da prestazione, preoccupazioni legate alla salute o cambiamenti nella relazione di coppia possono rendere più difficile lasciarsi andare. In diversi studi, la componente psicologica è risultata presente in una quota significativa dei casi di anorgasmia maschile, specialmente quando si somma a fattori come calo della libido maschile o tensioni legate alla vita sessuale di coppia.
Influenze esterne
L’assunzione di determinati farmaci — tra cui alcuni antidepressivi, antipertensivi o trattamenti ormonali — è stata segnalata dalla letteratura scientifica come possibile fattore. Patologie croniche, come diabete, neuropatie periferiche o disturbi neurologici, possono alterare la percezione e la tempistica dell’orgasmo portando in alcuni casi a difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
Fattori legati allo stile di vita
Le abitudini quotidiane possono avere un impatto rilevante sulla salute sessuale e sulla capacità di raggiungere l’orgasmo. La sedentarietà riduce il flusso sanguigno e la resistenza fisica, elementi essenziali per una risposta sessuale completa. Secondo la Società Italiana di Andrologia (SIA), uno stile di vita attivo può migliorare significativamente la funzione sessuale maschile, riducendo il rischio di disfunzioni anche in età avanzata.

L’alimentazione è un altro pilastro: diete sbilanciate, ricche di grassi saturi e zuccheri semplici, possono compromettere la circolazione e alterare la produzione ormonale. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) evidenzia come un regime alimentare equilibrato, ricco di frutta, verdura, cereali integrali e grassi “buoni” (come quelli dell’olio extravergine d’oliva e del pesce), sia associato a una migliore salute cardiovascolare e sessuale.
Anche il consumo di alcol e tabacco gioca un ruolo: l’abuso di alcol riduce la sensibilità e può peggiorare la funzione erettile nel lungo periodo, mentre il fumo è correlato a un aumento del rischio di disfunzione erettile e a danni permanenti alla microcircolazione.
Infine, la qualità del sonno non va trascurata. Ricerche sostenute dall’ISS indicano che la privazione cronica di sonno può abbassare i livelli di testosterone e aumentare la probabilità di disturbi sessuali. Un riposo regolare e profondo contribuisce a mantenere equilibrio ormonale, energia e desiderio sessuale.
Come orientarsi
La prima cosa da considerare è se la difficoltà a raggiungere l’orgasmo è episodica o persistente. Tenere traccia di eventuali cambiamenti, come la frequenza o l’intensità degli orgasmi, può aiutare a individuare pattern o fattori scatenanti. Informarsi attraverso fonti affidabili e confrontare esperienze può offrire spunti utili. Se la situazione si protrae, il passo successivo è parlarne con un professionista qualificato, che possa eseguire valutazioni più approfondite e contestualizzate.

Verso una maggiore consapevolezza sessuale
La difficoltà a raggiungere l’orgasmo non è un fenomeno raro, e comprenderne le possibili cause è un passo importante verso una maggiore consapevolezza. Le ricerche disponibili mostrano che il problema può essere influenzato da fattori fisici, psicologici e di stile di vita, spesso intrecciati tra loro. Mantenere un approccio informato e aperto al dialogo, sia con il partner sia con figure professionali, può aiutare a vivere la sessualità in modo più sereno e soddisfacente.